18/09/2013
Sempre più demotorizzazione in Italia
.
Nuove tendenze portano a disfarsi dell'auto, a ricorrere al leasing, al car sharing o semplicemente al noleggio per le aziende.
Quale futuro per l'auto ? Bastano da soli elettrico e ibrido per non scoraggiare gli Italiani ?
MENO VENDITE - Il mercato italiano dell’auto è in calo da sei anni. L’attuale fase di
ridimensionamento è iniziata nel 2008. L’anno precedente il totale delle autovetture immatricolate
nuove in Italia era stato di 2.494.115 unità, e da allora la discesa è stata continua, fino al consuntivo
del 2012 arrivato solo 1.403.028 autovetture immatricolate. Una tendenza diversa diversa l'ha
registrata invece il parco circolante, cioè le auto realmente sulle strade. Rispetto al 2011, l’anno
scorso c'è stata una lieve diminuzione dello 0,09%, passando da 37.095.959 del 2011 a 37.061.141
unità del 2012. Ma prima di questo leggero ridimensionamento, c’era stata una crescita pressoché
continua per decenni, con solo piccoli cali nel 1996 e nel 2004 (rispettivamente dello 0,63% e del lo
0,66%).
CONTRADDIZIONE - L’Osservatorio Autopromotec di Bologna ha condotto uno studio sulle variazioni
del parco circolante rilevate dall’Aci negli ultimi anni e ha colto appunto il contrasto tra i dati di
immatricolazione, scesi di oltre un milione dal 2007 al 2012, di cui 758 mila unità dal 2008, e il parco
circolante, che dal 2008 al 2012 è cresciuto di 986.612 unità, pari al 2,73%, nonostante il citato lieve
ridimensionamento del 2012.
CRESCITA OVUNQUE - L’analisi dei numeri “storici” porta l’Osservatorio Autopromotec a dire che il
più volte evocato fenomeno di “demotorizzazione”, cioè di abbandono e disamore per l’automobile,
non trova conferma nei numeri. Lo studio sottolinea anche come la crescita del parco circolante nel
periodo 2008-2012 abbia interessato tutte le regioni d’Italia, nessuna esclusa. Nove regioni sono I PRIMI
CONTATTI
cresciute di un tasso inferiore alla media nazionale (il citato 2,73%) mentre tutte le altre 11 hanno
avuto incrementi più forti.
AUTO SEMPRE INTERESSANTE - In sostanza, lo studio mette in evidenza che a pesare è la crisi
economica, la quale crea difficoltà a usare l’auto e quindi a comprarla, spingendo anche qualcuno a
disfarsene. Ma, essendo impossibile rispondere alle esigenze di mobilità con i mezzi pubblici - e
magari anche per tutto ciò che l’auto sa offrire in più nei confronti degli altri mezzi - per il momento
non si può parlare di “demotorizzazione” dell’Italia.
Fonti:
Alvolante.it


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